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		<title>IT_Iceman</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 22:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marc0l</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho avuto una nuova trasformazione, sono diventato Iceman. Ma i super poteri per me non sono una novità, nella mia vita, prima di diventare uno dei Magnifici4 son già stato un X-Men. In quel periodo avevo scoperto di aver sviluppato una serie di poteri speciali, tutti particolari e legati da un unico filo conduttore, il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=145&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto una nuova trasformazione, sono diventato Iceman.</p>
<p>Ma i super poteri per me non sono una novità, nella mia vita, prima di diventare uno dei Magnifici4 son già stato un X-Men.<br />
In quel periodo avevo scoperto di aver sviluppato una serie di poteri speciali, tutti particolari e legati da un unico filo conduttore, il cibo.<br />
<span id="more-145"></span>Quello era il periodo in cui potevo capire se la serata in ristorante sarebbe stata busy semplicemente interpretando il modo di camminare dei passanti per strada:<br />
camminata frenetica = serata busy, come volevasi dimostrare; ritmo allegro = busy, ma solo all&#8217;inizio del turno; passo pizzicato con cambi di direzione = gente che entra ed esce dal locale regolarmente, ma tutto sommato una serata piacevole; strade semivuote con gente che cammina sorridente = un inferno, tavoli di compleanno con 20 persone che ordinano tutti cose diverse e che confondono la cucina giapponese con quella cinese, coppie che devono andare a teatro e hanno lo spettacolo che inizia in 18 minuti ma ti avvisano che devono fare di fretta al sedicesimo minuto, gente di ritorno da un soggiorno di tre mesi in Giappone che crede di conoscere qualsiasi cosa della cucina orientale e che al vedere un ragazzo italiano come cameriere in un ristorante giappo sfiora la crisi epilettica.<br />
Non avevo solo la capacità di interpretare i segni e prevedere il futuro, avevo anche un udito ad ultra suoni. Potevo sentire delle bacchette cadere per terra a tre tavoli di distanza in mezzo al caos delle chiacchiere dell&#8217;ora di pranzo, del portone che si apre e chiude per far entrare la gente e del carrello dei bicchieri che esce dalla lavastoviglie in mezzo ad una nuvola di vapore, anzi potevo capire che una bacchetta stava per finire a terra semplicemente sentendo il suono del suo sbattere sullo spigolo del tavolo e potevo arrivare a presentarmi al tavolo con delle bacchette puliti appena il cliente sollevava la testa da terra dopo essersi chinato a raccogliere i chopstick. Potevo sentire le bestemmie dello chef mentre si tagliava per sbaglio con il coltello, potevo quasi sentire il rumore del coltello che iniziava a tagliare la carne, senonchè poi le parolacce diventavano troppe e coprivano tutti gli altri suoni. Potevo sentire il ropersi di un bicchiere, una bottiglia che veniva stappata o la macchina del riso che veniva aperta fino ad un piano di distanza. Ma soprattutto, in qualsiasi situazione, punto del ristorante o momento della serata sentivo la campanella suonata dai cuochi per avvisare in sala che era appena stato completato un piatto da servire.</p>
<p>CONTINUA</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/city1imits.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/city1imits.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/city1imits.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/city1imits.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/city1imits.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/city1imits.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/city1imits.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/city1imits.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/city1imits.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/city1imits.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/city1imits.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/city1imits.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/city1imits.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/city1imits.wordpress.com/145/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=145&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>IT_The War of Art</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 21:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marc0l</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Andare di nuovo su e giù per le scale di un locale come un interno, tenere sotto controllo la sala, caricare la lavastoviglie, recuperare bicchieri, piatti e posacenere, ridurre in cubetti dei cilindri di ghiaccio, cercare di piazzare del mojito che sa di sciroppo per la tosse, imparare come si fanno i cocktail leggendo il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=140&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andare di nuovo su e giù per le scale di un locale come un interno, tenere sotto controllo la sala, caricare la lavastoviglie, recuperare bicchieri, piatti e posacenere, ridurre in cubetti dei cilindri di ghiaccio, cercare di piazzare del mojito che sa di sciroppo per la tosse, imparare come si fanno i cocktail leggendo il retro delle bottiglie&#8230;</p>
<p>Nuove storie e che si tirano dietro tutte le altre storie non ancora raccontate.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/city1imits.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/city1imits.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/city1imits.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/city1imits.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/city1imits.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/city1imits.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/city1imits.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/city1imits.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/city1imits.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/city1imits.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/city1imits.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/city1imits.wordpress.com/140/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/city1imits.wordpress.com/140/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/city1imits.wordpress.com/140/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=140&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>ET_pezzi</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 19:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marc0l</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho impiegato tredici mesi per sviluppare l&#8217;ultimo rullino di foto dall&#8217;Etiopia.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=130&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho impiegato tredici mesi per sviluppare l&#8217;ultimo rullino di foto dall&#8217;Etiopia.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-134" title="aw1" src="http://city1imits.files.wordpress.com/2009/10/aw11.jpg?w=460&#038;h=293" alt="aw1" width="460" height="293" /><img class="aligncenter size-full wp-image-132" title="aw2" src="http://city1imits.files.wordpress.com/2009/10/aw2.jpg?w=460&#038;h=303" alt="aw2" width="460" height="303" /><img class="aligncenter size-full wp-image-133" title="aw3" src="http://city1imits.files.wordpress.com/2009/10/aw3.jpg?w=460" alt="aw3"   /><img class="aligncenter size-full wp-image-135" title="aw4" src="http://city1imits.files.wordpress.com/2009/10/aw4.jpg?w=460&#038;h=308" alt="aw4" width="460" height="308" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/city1imits.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/city1imits.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/city1imits.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/city1imits.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/city1imits.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/city1imits.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/city1imits.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/city1imits.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/city1imits.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/city1imits.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/city1imits.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/city1imits.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/city1imits.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/city1imits.wordpress.com/130/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=130&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>KE_streetboyz</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 06:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marc0l</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=110&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-117" title="0" src="http://city1imits.files.wordpress.com/2009/05/01.jpg?w=150&#038;h=150" alt="0" width="150" height="150" /><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-125" title="1" src="http://city1imits.files.wordpress.com/2009/05/12.jpg?w=150&#038;h=150" alt="1" width="150" height="150" /><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-126" title="2" src="http://city1imits.files.wordpress.com/2009/05/23.jpg?w=150&#038;h=150" alt="2" width="150" height="150" /><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-127" title="3" src="http://city1imits.files.wordpress.com/2009/05/32.jpg?w=150&#038;h=150" alt="3" width="150" height="150" /><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-128" title="4" src="http://city1imits.files.wordpress.com/2009/05/42.jpg?w=150&#038;h=150" alt="4" width="150" height="150" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/city1imits.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/city1imits.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/city1imits.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/city1imits.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/city1imits.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/city1imits.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/city1imits.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/city1imits.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/city1imits.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/city1imits.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/city1imits.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/city1imits.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/city1imits.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/city1imits.wordpress.com/110/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=110&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>ET_shashamanne</title>
		<link>http://city1imits.wordpress.com/2008/10/29/et_shashamanne/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 12:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marc0l</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[E una notte mi son ritrovato nel cortile di una casa a ballare davanti ad un fuoco con un sacco di gente sconosciuta, a urlare e ridere, senza capirsi, a saltare in mezzo alla brace all&#8217;infinito, a spogliarmi per il caldo, a correre attorno al falò agitando delle frasche in aria e poi a dargli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=94&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E una notte mi son ritrovato nel cortile di una casa a ballare davanti ad un fuoco con un sacco di gente sconosciuta, a urlare e ridere, senza capirsi, a saltare in mezzo alla brace all&#8217;infinito, a spogliarmi per il caldo, a correre attorno al falò agitando delle frasche in aria e poi a dargli fuoco, tutti assieme, portando le fiamme in alto nel cielo nero segnato da milioni di stelle.</p>
<p>Per pochi attimi ho, abbiamo, ascoltato il corpo che chiedeva di rifiatare. In quel momento, in cui il silenzio che arrivava dalla strada provava a prendere il sopravvento, una canzone partiva inevitabilmente dallo stereo e rimetteva tutto in movimento.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://city1imits.wordpress.com/2008/10/29/et_shashamanne/"><img src="http://img.youtube.com/vi/LR2BHGdhkCs/2.jpg" alt="" /></a></span>
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		<title>ET_she is beautiful</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 19:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marc0l</dc:creator>
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		<title>ET_battesimo</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 20:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marc0l</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cento ha sei anni e vive nel camp7, oggi e&#8217; stato battezzato e io ho partecipato alla sua festa. Avevo passato tutta la giornata con due signori ad installare una pompa per l&#8217;acqua nel nostro pozzo portando da una parte all&#8217;altra chiavi inglesi grandi quanto una mazza da baseball e pesanti come un sacco di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=82&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cento ha sei anni e vive nel camp7, oggi e&#8217; stato battezzato e io ho partecipato alla sua festa.</p>
<p><span id="more-82"></span><br />
Avevo passato tutta la giornata con due signori ad installare una pompa per l&#8217;acqua nel nostro pozzo portando da una parte all&#8217;altra chiavi inglesi grandi quanto una mazza da baseball e pesanti come un sacco di cemento, spostando tubi lunghi sei metri che rischiavano di sciogliersi per il caldo e legando i cavi elettrici del sensore di rilevamento dell&#8217;acqua con delle striscie di camera d&#8217;aria di bicicletta sui tubi della pompa. Tutto questo sotto un sole imponente e un cielo senza il segno di una nuvola all&#8217;orizzonte. Le operazioni si erano concluse felicemente con l&#8217;acqua che sgorgava a fiotti dalla cima della tubatura e un raduno di tutti i bambini del vicinato davanti al getto del bocchettone. Una scena un po&#8217; come quelle che si vedono nei film americani dove si rompe un idrante e i bambini iniziano a schizzarsi sotto l&#8217;acqua, con l&#8217;unica differenza che qui invece di tre o quattro i bambini erano minimo minimo venti, che erano tutti molto abbronzati, che non c&#8217;era asfalto ma terra nera ed erba e che lo schizzarsi stava degenerando in una doccia completa. Per di piu&#8217; si trattava di una doccia calda, si perche&#8217; dal pozzo aveva iniziato a sgorgare acqua a 20 gradi centigradi, ma penso che se anche l&#8217;acqua fosse stata ghiacciata i bambini non si sarebbero fatti troppi problemi. Comunque la spiegazione era semplice: trivellando avevamo intercettato direttamente la falda che scorre verso la rift valley e che e&#8217; noto essere di acqua limpidissima e calda. Almeno cosi&#8217; sosteneva il signore che aveva diretto le operazioni di installazione e che per mettermi a mio agio aveva riempito tutti gli intervalli tra il piazzamento di un tubo e l&#8217;altro con una serie di &#8220;porca misseria&#8221;, &#8220;porco Pio&#8221; e qualche &#8220;casso&#8221; sparati a caso. La mattina Elias mi aveva detto che avrebbe fatto da padrino al figlio di una delle donne del nostro corso sull&#8217;igiene e quando mi aveva chiesto se volevo andare con lui al battesimo e alla festa avevo detto di si al volo. Ovviamente a mezz&#8217;ora dall&#8217;inizio della cerimonia le spalle indolenzite, le braccia bruciate dal sole e i pantaloni pieni di fango non erano una ragione sufficiente per perdermi la festa. Cosi&#8217; saliamo in macchina e prendiamo una delle mille strade sterrate piene di buchi e ci dirigiamo direttamente verso l&#8217;estremita&#8217; del quartiere, verso il camp7, un insieme di villette unifamiliari immerse nel verde, senza acqua corrente, senza bagni, senza pavimenti, senza un allaccio decente alla corrente elettrica, e senza tante altre cose. Perdiamo l&#8217;orientamento e procediamo a passo d&#8217;uomo cercando di individuare a vista la casa del festeggiato, ma la gente del vicinato ci fa prima e dalle case ai lati della strada escono un paio di donne che ci indicano la strada, senza pero&#8217; che noi la capiamo. Fortuna vuole che ci sia un ragazzino che si autoinvita in macchina per portarci dritto a destinazione. Mi vede e immediatamente inzia a fare il brillante mettendo assieme un po&#8217; di parole di inglese e ripetendole a raffica, ma appena sale in macchina lo smonto rispondendo alle sue battute direttamente in amarico, tanto sappiamo le stesse parole, allora inizia a ridere e ci porta subito dove dobbiamo andare, cioe&#8217; dieci metri piu&#8217; indietro dal punto in cui ci trovavamo. Piu&#8217; facile a farsi che a dirsi. Parcheggiamo la macchina e camminiamo in una stradina larga mezzo metro in mezzo a una fila di alberi/arbusti/pali con filo spinato che fanno da recinzione e ci troviamo nel cortile della casa di Cento. Il cortile e&#8217; tutto coperto da una grande tendone bianco che racchiude un bel po&#8217;di panchine e un grande tavolo dove c&#8217;e&#8217; la roba da mangiare per la festa. In realta&#8217; e&#8217;  ncora presto e per dirla tutta non e&#8217; che ci fosse un orario preciso, anzi magari senza di noi non avrebbero nemmeno iniziato, fatto sta che c&#8217;e&#8217; ancora poca gente, ma quei pochi che ci sono appena ci vedono arrivare si mettono tutti in movimento. Insomma, e&#8217; appena arrivato il padrino che si e&#8217; portato dietro anche un amico fareng. Allora chi era seduto sulle panchine si alza in piedi e ci dice di sederci, le donne dietro al tavolo ci vogliono dare da mangiare, la mamma di Cento ci vuole portare in casa, degli altri ci vogliono salutare. Cosi&#8217; ci sediamo per trenta secondi, poi ci avviciniamo al tavolo e prendiamo solo da bere e nei due metri che ci separano dall&#8217;ingresso della casa stringiamo quattro o cinque mani. E un attimo prima di entrare in casa mi viene un&#8217;illuminazione. Tra tutte le cose che mancano qui al camp7 manca quella fondamentale per un battesimo: manca la chiesa. Poi mancherebbero anche il cugino con la videocamera, una ventina di macchine fotografiche digitali, il ristorante e un sacco di vestiti nuovi. Almeno per un battesimo come lo conosco io. Accendo un paio di neuroni e faccio qualche domanda ad Elias. Ma quanti anni ha Cento?<br />
6 anni. Grandicello per farsi battezzare. Pero&#8217; c&#8217;e&#8217; anche chi a 27 non lo ha ancora fatto, quindi conta poco.</p>
<p>Ma il battesimo si fa dentro la casa?<br />
Si.<br />
Non credo che ci sia un altare in soggiorno.</p>
<p>Mmm<br />
Ma lo devono circoncidere vero?<br />
E per forza se no cosa siamo venuti a fare qui.</p>
<p>Entriamo in casa, salutiamo tutti, mi siedo sul divano e mi ricolloco un attimo geograficamente.</p>
<p>In un libro fotografico sull&#8217;Africa c&#8217;era una bellissima foto fatta in Kenya ad un ragazzo masai poco prima che venisse circonciso. Dalla carta trapelava l&#8217;atmosfera solenne, l&#8217;intimita&#8217; del momento e l&#8217;importanza del passaggio da una fase all&#8217;altra della vita. E soprattutto la didascalia scritta dalla fotografa diceva che dietro la possibilita&#8217; di partecipare a quella cerimonia c&#8217;era un&#8217;amicizia lunga dieci anni. Realizzo che sono dentro a un momento storico per la vita di Cento, e a questo punto anche per la mia perche&#8217; a una cosa cosi&#8217; non non avevo mai partecipato, che sono stato automaticamente eletto dentro la schiera ristretta di parenti senza aver con loro nessun legame ne tanto meno aver mai conosciuto il festeggiato, che saro&#8217; uno dei pochissimi che prendera&#8217; parte al rito e uno tra i pochi che festeggiera&#8217; Cento a dovere. E soprattutto che se mi fossi rifugiato nella comodita&#8217; di tornarmene a casa perche&#8217; ero stanco dalla giornata di lavoro mi sarei perso tutta questa roba che devo ancora scoprire. Sono seduto nel divano del soggiorno/zonanotte/zonagiorno/saladapranzo/salacirconcisione, cioe&#8217; una stanza grande meno di venti metri quadri che include i divani su cui siamo seduti, un paio di materassi messi in un angolo per dormire, una televisione e un tavolino su cui ho appena poggiato la mia bibita. Nell&#8217;attimo in cui fuori mi sono avvicinato al banco con la roba da mangiare mi son stati messi in mano un piatto con del pane fatto in casa, duro, con una pasta dalla grana grossissima, buonissimo, e questa bottiglia che contiene un liquido nero che sembra essere cocacola. Decido di verificare, anche perche&#8217; il parente seduto vicino a me mi ha appena riempito il bicchiere fino all&#8217;orlo e non e&#8217; che lo posso lasciare li cosi&#8217;. Butto giu&#8217; un paio di sorsi cercando di attivare tutte le papille gustative possibili per decifrarne il sapore. Ma e&#8217; troppo difficile, sembra essere un misto di acqua, succo d&#8217;uva, cocacola, fanta e succo di lime, questo e&#8217; il massimo dell&#8217;associazione che riesco a fare. Continuo a guardarmi attorno e conoscere l&#8217;ambiente in cui mi trovo cercando di immaginarmi come avverra&#8217; questa circoncisione, ma guarda che ti guarda non riesco a trovare nessun indizio utile, capisco solo che il ragazzino seduto suo materassi con lo sguardo un po&#8217; perso nel vuoto deve essere Cento. Nel mentre sono  iuscito ad arrivare a meta&#8217; bicchiere, ma il mio vicino di posto non si e&#8217; lasciato sfuggire la cosa e prontamente mi riversa di nuovo il liquido nero nel bicchiere questa volta fino a traboccare. Faccio un sorso giusto per essere in grado di sollevare il bicchiere senza rovesciare tutto per terra e decido che e&#8217; il momento di tornare in giardino, tanto mi dicono che c&#8217;e&#8217; ancora tempo e forse riesco cosi&#8217; riesco anche a evitare di bermi la bottiglietta in meno di un minuto. Faccio un giro tra le panche e tiro fuori la macchina fotografica per fare qualche foto da regalare ai genitori di Cento e subito tutti con finta indifferenza inziano a mettersi mezzo in posa e stiracchiare i vestiti. Io metto la testa dietro l&#8217;obiettivo, gli dico: ok? loro fanno un sorriso gigante e io inizio a scattare. Dopo un po&#8217; esco da sotto il tendone e vado verso un angolo da cui si vedono le case dei vicini per cercare di fare una foto mezzo panoramica, ma appena metto il muso fuori un bambino, che a questo punto credo fosse stato messo di guardia dagli amici, inizia a correre verso di me e a gridare photo photo photo photo! girandosi indietro in cerca di rinforzi. Infatti di colpo sono accerchiato da lui ed altro cinque bambini, io li faccio mettere subito in gruppo pronto a scattare, ma tentenno un attimo dietro tempo di esposizione e profondita&#8217; di campo e allora la vedetta si rimette a gridare photo photo photo photo! e riesce a far sbucare dal nulla altri quatto sui amici, e cosi&#8217; siamo a dieci. Prendo in mano la situazione e li metto in ordine, i piu&#8217; alti dietro, i piccoli davanti , quelli medi a meta&#8217; e spero che non arrivi nessun altro altrimenti devo passare al grandangolo. Gioco un attimo con zoom, mi allontano per farli entrare tutti nell&#8217;obiettivo, loro si avvicinano perche&#8217; credono che altrimenti usciranno troppo piccoli, rimetto a posto il piu&#8217; grande di tutti che si e&#8217; scoperto la spalla per farmi veder il suo tatuaggio che e&#8217; una specie di aquila (o forse e&#8217; un pesce) e vorrebbe farle avere un bel primo piano, sto per scattare e di colpo sbuca una ragazzina, e siamo a undici, che si mette proprio in prima fila davanti ai piu&#8217; piccoli, va bhe&#8217;, come esce esce. CLICK.<br />
Faccio disperdere la squadra di calcio under14 che avevo appena formato, ma con grande difficolta&#8217; perche&#8217; avrebbero voluto un paio di rullini solo per loro, e soprattutto ci riesco grazie all&#8217;aiuto di una signora che mi fa sparire trascinandomi con lei nella cucina a vedere i preparativi in corso per la cena. Entro in una casupola che si trova in mezzo al giardino e che prima avevo pensato fosse il capanno degli attrezzi. Sbagliato. Sono in una stanza piena di donne di tantissimi odori, di pentoloni e di fumo che si alza verso il soffitto dove restera&#8217; intrappolato perche&#8217; non esistono finestre, il tutto illuminato dalla luce che entra dalla porta e da una mini lampadina appesa su una parete e opportunamente coperta dalla schiena di una signora. Ma guarda un po&#8217; sto fareng che se ne viene anche a vedere cosa combinano le donne in cucina. La piu&#8217; intraprendente di loro, che e&#8217;anche quella che parla un po&#8217;di inglese, mi prende per mano e mi fa fare il giro dei pentoloni spiegandomi cosa bolle in ognuno e alla fine chiude la lezione con un: this is our culture. E io rispondo a tono in amarico: mattam turuno [e' bellissima]. E allora tutti a ridere e tutti contenti, donne, un paio di bambini e questo fareng  che si mette a parlare anche in amarico. Ma la professoressa di economia domestica non ha ancora finito la lezione e mi dice: and now photo! e foto sia, incrociando le dita e sperando che le pareti nere non assorbano tutta la luce del flash le metto in una specie di riga, che dura ben poco in realta&#8217; perche&#8217; nella stanza non ci stanno tutte e perche&#8217; continuano comunque a muoversi tra le pentole. CLICK.<br />
Faccio la foto, esco dal buio e vedo dalla porta della casa uno che si affaccia come a cercare qualcuno, me direi. Infatti appena incrocia il mio sguardo mi fa cenno di andare dentro di corsa. Ci siamo, son tutti schierati. I parente disposti sulle poltrone ai lati, il padrino al centro nel divano con un telo in mano che servira&#8217; per coprire la faccia del bambino durante tutta l&#8217;operazione e Cento seduto al poco piu&#8217; avanti sopra uno sgabello gia&#8217; senza pantaloni e con un&#8217;espressione un po&#8217; dubbiosa in volto. Infine in piedi il dottore, o quello che dovrebbe essere, che sfodera da un astuccio una serie di forbici da sala operatoria, una siringa con quello che credo sia dell&#8217;anestetico, un cumulo di cotone, qualche litro d&#8217;alcool e una sfilza di guanti di lattice bianchi tutti un po&#8217; slabrati. Altro che malasanita&#8217;. Certo poi il pavimento e&#8217; di terra battuta/cemento ed e&#8217; ricoperto da delle frasche d&#8217;erba. Certo la luce per fare l&#8217;operazione non e&#8217; delle migliori, c&#8217;e&#8217; solo una lampadina sul soffitto e la televisione e&#8217; stata spenta quindi non arriva nemmeno la luce dello schermo, ma in compenso uno dei parenti tira fuori una torcia elettrica da usare per illuminare il pisellino di Cento. Spero che non gli finiscano le batterie, e spero che non salti la corrente elettrica altrimenti la cosa potrebbe andare avanti con la sola luce della torcia. Non dico niente su come si svolge l&#8217;operazione, in posti piu&#8217; appropriati si trovano di sicuro descrizioni migliori. La cosa importante e&#8217; che in tutta l&#8217;operazione Cento non ha detto bha, per tutto il tempo con questo telo sul viso si e&#8217; concesso unicamente di aumentare il numero di respiri, che sono diventati cortissimi e velocissimi, quando l&#8217;intervento e&#8217; entrato nel vivo, niente altro. E quando il telo e&#8217; stato abbassato il suo viso era molto piu&#8217; dubbioso di prima, ma siccome indietro non si poteva tornare se ne e&#8217; andato piano piano a sedersi sui materassi a cercare di ricostruire cosa era successo negli ultimi dieci minuti. E di colpo lo sgabello viene spostato, il tavolino ritorna al centro della sala ed inizia un lunghissimo via vai di persone. Prima i genitori, che in tutta l&#8217;operazione erano restati in giardino, che vanno a congratularsi col figlio e che poi escono fuori a comunicare al resto degli invitati che tutto e&#8217; andato bene, che Cento e&#8217; cambiato (e ci credo) e che e&#8217; tempo di festeggiare. Infatti da uno stereo inizia a partire una musica fortissima e la mamma e tutte le altre donne e gli uomini iniziano a ballare e a urlare  girando in tondo e gettando le mani all&#8217;aria. Io esco a guardare tutto e poi torno subito dentro, la stanza inizia riempirsi e io mi assicuro il mio posto sul divano. Adesso c&#8217;e&#8217; il tutto esaurito, non si trova piu&#8217; un posto a sedere libero, Cento stringe mani in continuazione e ciondola la testa dall&#8217;alto in basso, e nel mentre arriva la caraffa d&#8217;acqua per lavarsi le mani, iniziano i festeggiamenti. Entra un grande cassa questa volta piena di bibite vere e io mi aggiudico subito una bottiglia di mirinda (la concorrente etiope della fanta) che sostituisce la bottiglia di liquido nero che casualmente mi ero dimenticato nella cucina poco prima. e subito dopo un grande vassoio pieno di enjera che viene piazzato al centro del tavolo e che viene subito raggiunto da dei vassoi contenti dorowat, kitfo e un altro piatto di cui non ricordo il nome. Ovviamente niente piatti, ognuno ha il spazio nel vassoio, e il mio viene riempito con porzioni particolarmente abbondanti. Ma io sono pronto, sara&#8217; il liquido nero bevuto prima o forse l&#8217;emozione dell&#8217;atmosfera, ma io ho una gran fame. Viene accesa la televisione e su ETV inizano a passare a ripetizione i replay della vittoria di Kebele sui 5000m del pomeriggio. Perfetto, non chiedevo di meglio per crearmi un po&#8217; di clima di agonismo per la gara culinaria. Inizia il giro e io tengo botta. Enjera, carne, mirinda, enjera, carne, mirinda, enjera, carne mirinda. Guardo in sequenza il replay di Kebele, il mio piatto e uno ad uno quello di tutti i miei vicini per controllare di non stare indietro. Tengo botta, un mese di Etiopia ha fatto da preparazione atletica suffiente e sono al passo con tutti gli altri, anzi mi concedo anche qualche pausa e rispondo con due parole di amarico alle domande che mi fanno. Tutto bene. Fino a quando non salta fuori la professoressa di economia domestica che entra in casa con una grande ciotola piena di una specie di ricotta, mi punta, me ne versa una mestolata nel mio angolo di vassoio e mi dice: good good! Purtroppo so di cosa si tratta. Mi e&#8217; stato appena versato una specie di formaggio etiope buonissimo, ma densissimo e difficilissimo da buttare giu&#8217;, praticamente come riuscire ad ingoiare un tappo di sughero. Controllo quanta mirinda mi resta. Ce la posso fare, anche se la medaglia d&#8217;oro e&#8217; decisamente a rischio. Di nuovo tengo botta e boccone dopo boccone, con le narici divaricate come se fossero due gallerie per riuscire a deglutire riesco ad arrivare a finire meta&#8217; della porzione. La situazione precipita quando la professoressa torna dentro e dopo aver visto che ci sto dando dentro mi chiede: good? e&#8217; un suicidio ma io non posso rispondere altro che: yes, like cheese, turuno! e mi vedo scaricare altre due mestolate di ricotta. Sono finito, altro che Kebele, l&#8217;inquadratura passa direttamente sulla faccia dei kenyani, spompati, allo stremo, che respirano a fatica e che  edono i metri di distanza dalla testa aumentare a vista d&#8217;occhio. Passo i successivi cinque minuti ad alternare due sorsi di mirinda ad un miniboccone di ricotta, e ogni volta devo mettere la lingua come tappo per bloccare quello che vuole tornare su. I miei concorrenti tagliano il traguardo tutti piu&#8217; o meno contemporaneamente e con grande tranquillita&#8217;, io arranco e alla fine, pur avendo finito tutta la carne, getto al spugna e lascio la ricotta li dove e&#8217; stata versata. Baka. Sono allo stremo, e felicissimo. Sono assime assieme a queste persone che giorno per giorno vivono con i Birr contati e che saltano regolarmente i pasti per far quadrare i conti e oggi in questo giorno di festa mi permettono di dividere tutto questo con loro.  ono onorato. Arriva il digestivo, il caffe&#8217; e l&#8217;ammazzacaffe&#8217;. Il problema e che arrivano tutti assieme. Mi trovo ad avere davanti una specie di liquore all&#8217;anice, un caffe&#8217; con dentro il burro al posto dello zucchero e una specie di vino fortissimo che viene allungato con la sprite. In piu&#8217; tra i piedi ho ancora la bottiglietta con tre dita di mirinda. Questa volta me la cavo molto  meglio, sara&#8217; che devo ancora mandare giu&#8217; la ricotta, ma finisco tutto per empo e faccio anche il bis del vino alla sprite. Brindiamo, ridiamo, salutiamo tutti Cento che adesso e&#8217; passato a stringere la mano ai suoi amichetti che, chi gia&#8217; circonciso chi no, son passati a fargli gli auguri, siamo felici. E di colpo manca la corrente elettrica. Buio pesto. Nero. Come la bibita che mi avevano rifilato all&#8217;inzio. Ma in realta&#8217; siamo tutti allenati e subito chi puo&#8217; mette la mano in tasca, tira fuori il cellulare e inizia a fare luce,  praticamente sembra di essere ad un concerto. Un attimo dopo la luce dei cellulari viene affiancata da quella di due candele ed e&#8217; bellissimo guardarsi in faccia con questa luce bassa tremolante con le cose che proseguono  come se niente fosse perhe&#8217; tanto qui son piu&#8217; le volte che si sta al buio di quelle in cui ci si puo&#8217; appoggiare ad una lampadina. Poi con lecandele tutto ha un colore diverso, in controluce si riesce a vedere anche che siamo accerchiati dalle zanzare, ognuno ha un&#8217;aura come nella pubblicita&#8217; degli anni 80 dell&#8217;aids, solo che questa volta potrebbe essere malaria&#8230;ma questa e&#8217; un&#8217;altra storia.<br />
Tutto prosegue, la luce e&#8217; sufficiente per continuare tutto normalmente, i bicchieri vengono riempiti a ripetizione e siccome si sta facendo tardi arriva   la parte conclusiva della cerimonia. Una signora entra dalla porta con in mano un specie di cestello fatto di foglie di banano. Appena la vedono tutti fanno un urletto e iniziano a ridere, e io per solidarieta&#8217; mi metto a ridere con loro, come sempre non so assolutamente cosa stia per succedere. La signora con un fare solenne, ma ridendosela di brutto, si avvicina ad una donna seduta su una poltrona che sorride e inclina lievemente il capo. La signora infila una mano nel cestello e tira fuori un pugno di una cosa bianca che spalma sulla testa della donna e che poi ricopre con una foglia di banano. E&#8217; come un rito di purificazione e adesso tocca ai maschi sottoporvisi. La signora si gira verso l&#8217;angolo con gli uomini che prontamente alzano il dito, dicono no e indicano me tutti assieme. Io  nzio a ridere e inizio a dire no, no, no. E allora loro a ridere e a dire yes, yes, yes. Poi io di nuovo no, e poi loro yes. Cosi&#8217; per un paio di volte. In realta&#8217; io sto fingendo. Non aspettavo altro che aver la possibilita&#8217; di partecipare anche a questa parte del rito e dal momento alla donna di prima sono stati riempiti i capelli di quella roba bianca ho sperato che poi face ssero lo stesso a me. per curiosita&#8217; prima di essere sottoposto allo shampoo purificante chiedo che cosa sia la roba bianca, mi viene detto burro, lo stesso del caffe&#8217; suppongo. Di nuovo la signora mette una mano nel cestello, prende un pugno di burro e me lo mette in testa. Questa volta si fa anche tenera il cestello da un&#8217;aiutante, mette dentro un&#8217;altra mano e mi mette un altro pugno di burro in testa. Evviva l&#8217;abbondanza. E poi inzia un massaggio al cuoio capelluto per verificare che nessun cm2 di testa sia privo di burro. Infine gran finale con foglia di banano a mo di berretto appiattita ben bene sulla testa e su tutto l&#8217;impasto. Son contentissimo, a momenti piango. E anche gli altri son contenti e mi fanno i compliementi dicendo che il burro mi fara&#8217; benissimo a pelle,capelli,cervello, occhi e anche qualche altra cosa, l&#8217;importante e&#8217; che tenga l&#8217;impasto da uno a tre giorni e che ci dorma sopra fasciando la testa con uno straccio. Io ringrazio e inzio a pensare a che maglietta mettermi come bandana stanotte.<br />
E con questo e&#8217; tutto, un altro bicchierino e poi e&#8217; il momento di andare. Ma prima ringrazio tutti con un discorso in cui provo a esprimere la mia gioia per aver avuto al possibilita&#8217; di partecipare e di condividere con loro questo momento. Con la mia foglia di banono in testa saluto Cento che avra&#8217; passato la sera a chiedersi chi fosse questo fareng piombato da non so dove nella sua festa e tutti gli altri parenti uno ad uno, questa volta davvero con gli occhi lucidi.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/city1imits.wordpress.com/82/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/city1imits.wordpress.com/82/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/city1imits.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/city1imits.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/city1imits.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/city1imits.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/city1imits.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/city1imits.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/city1imits.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/city1imits.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/city1imits.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/city1imits.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/city1imits.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/city1imits.wordpress.com/82/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/city1imits.wordpress.com/82/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/city1imits.wordpress.com/82/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=82&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>ET_women</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 20:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marc0l</dc:creator>
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		<title>ET_fish market</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 11:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marc0l</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[One o clock, call,  tomorrow, fish market, knock door, walking, after work, eat, lunch, fish, one o clock. Con queste parole in un inglese sconnesso e con qualche parola di amarico tipo: eci,baka,ceckerilla (cioe&#8217;: ok, basta/no, va bene) mi do appuntamento con Zeneb per l&#8217;indomani per andare al mercato del pesce a comprare la roba [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=69&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>One o clock, call,  tomorrow, fish market, knock door, walking, after work, eat, lunch, fish, one o clock.<br />
Con queste parole in un inglese sconnesso e con qualche parola di amarico tipo: eci,baka,ceckerilla (cioe&#8217;: ok, basta/no, va bene) mi do appuntamento con Zeneb per l&#8217;indomani per andare al mercato del pesce a comprare la roba da mangiare per il pranzo. Cerco di dare un senso a quello che ci siamo detti e lo saluto convinto che ci vedremo all&#8217;una precisa prima di pranzo, dopo il suo turno di lavoro, lui verra&#8217; a bussare alla porta della mia stanza per chiamarmi e poi andremo a piedi al mercato a prendere il pesce. <span id="more-69"></span></p>
<p>Zeneb e&#8217; una delle guardie del compound in cui vivo.<br />
Il compound e&#8217; composto da villetta, giardino e poi un&#8217;altra struttura staccata. Le stanze della villetta sono usate come ufficio, quelle della struttura staccata come camere da letto e il bagno e la cucina della villetta sono usati da chi dorme nelle camere da letto. Io dormo in una di queste e se voglio andare in bagno devo uscire dalla stanza, passare in giardino e poi entrare nella villetta. Comodissimo.<br />
Ho incontrato Zeneb la mattina dopo essere arrivato ad Addis. Al telefono Elias mi aveva detto che una guardia sarebbe venuta a prendermi per accompagnarmi ad Awasa, ma quando sono uscito dalla stanza dell&#8217;albergo ho trovato uno che da come era messo pensavo mi volesse chiedere l&#8217;elemosina piuttosto che scortarmi per i prossimi 270km. Diciamo che non era lo stereotipo di guardia che avevo in mente, che non avevo ancora messo a fuoco che ormai ero in Etiopia e pure che non avevo chiaro in cosa consistesse il lavoro di una guardia. Diciamo che avevo conosciuto Zeneb e basta. Abbiamo fatto le successive quattro ore e mezza di viaggio su un minibus a parlare usando quindici parole di inglese, con quindici parole anche con un sacco di fantasia non ci sono troppe combinazioni a disposizione, e a fare si e no con la testa. E a ridere. Tanto qualsiasi cosa dici a Zeneb lui ride. Arrivato ad Awasa e al compound ho finalamente capito in cosa cosa consiste il suo lavoro di guardia. Stare seduto, o sdraiato, tutto il giorno, o tutta la notte, in un capanno di lato al cancello della casa a controllare che nessuno entri, insomma un guardiano.</p>
<p>Sono le sei e mezza del mattino, mi sto pisciando, devo andare in bagno e non trovo il mazzo con le chiavi. Eccolo. Adesso che l&#8217;ho trovato non riesco a trovare la chiave giusta per aprire la stanza. Esco in giardino, arrivo all&#8217;ingresso della casa e di nuovo sbaglio chiave. Sono dentro. Fatto. Ogni volta che devo andare in bagno e&#8217; la solita storia. Uno di questi giorni inizio a pisciare in giardino. Faccio il percorso al contrario e richiudo tutte le porte, questa volta beccando la chiave giusta subito. Appena mi ricorico bussano alla porta. Zeneb.<br />
Marco, fish, walk now, work finished, wake up!<br />
Esco dal sacco a pelo, prendo il mazzo di chiavi e apro la porta al primo colpo. Possibile che sbagli solo quando devo andare in bagno.<br />
Danaderk Zeneb! [Buongiorno Zeneb!]<br />
Go Marco, fish fresh now, go.<br />
Zeneb yesterday you said one o clock for lunch.<br />
No, now work finished, one hour o clock walking.<br />
Ehhh, adesso ti ho capito. Un&#8217;ora giusta di camminata per arrivare al mercato, non all&#8217;una in punto e poi si va a piedi&#8230;<br />
Ok, no problem, five minutes, I&#8217;m coming.</p>
<p>Mi vesto, esco e chiudo la porta per la quinta volta negli ultimi tre minuti. Salutiamo l&#8217;altra guardia che continua a stare nel capanno per parte del turno di giorno e andiamo. Capiamoci, di notte io chiudo la porta a chiave anche se ci sono due guardie perche&#8217; quando mi corico li sento che russano, non ho ancora capito se sono loro che fanno la guardia a me o viceversa.</p>
<p>In giro c&#8217;e&#8217; ancora pochissima gente. Ci passa di fianco un bagiag (una di quelle moto a tre ruote cabinate che si vedono una sacco in India). Un secondo. Passa il terzo e Zeneb fa cenno con la mano e lo ferma, alla faccia dell&#8217;ora di camminata. Saliamo, il freddo del mattino che passa dai teli cerati che sventolano come bandiere per la velocita&#8217; mi sveglia e arriviamo alla fine della strada asfaltata dove troviamo qualcuno che va davvero a piedi verso il lago e un gruppo di ragazzi che gioca a calcio. La meta&#8217; di loro tra un&#8217;ora sara&#8217; in strada a lavorare lustrando il maggior numero di scarpe possibile. Facciamo un pezzo di strada sterrata costeggiando delle villette che non hanno niente da invidiare a quelle di una qualsiasi zona residenziale dell&#8217;Italia, nel mentre dei carretti trainati dagli asini ci sorpassano e puntano in direzione del lago. Lasciamo la strada sterrrata e arriviamo quasi sul lago. C&#8217;e&#8217; un cancello che pero&#8217; non chiude niente perche&#8217; ai suoi lati non c&#8217;e&#8217; nessuna recinzione, noi comunque passiamo attraverso i due pilastri e parliamo con un ragazzo che si offre di comprare il pesce per noi, lui si prenderebbe come commissione solo 10Birr. Gli diciamo che non c&#8217;e&#8217; bisogno e che facciamo da soli, comunque gli chiediamo qualis ono i rpezzid el pesce oggi. Lui dice: 10Birr 6pesci; delle unita&#8217; di misura molto precise direi. Zeneb mi dice che solo poco tempo fa con 10Birr portava a casa 10 pesci&#8230;maledetta inflazione. Lasciamo il cancello, attraversiamo degli alberi, ci passano di lato un paio di scimmie [tota] e arriviamo sulla sponda del lago.<br />
E&#8217; tutto verdissimo perche&#8217; e&#8217; la stagione delle pioggie, un gruppo di cormorani, o similari, sta in bilico sulle gambe a stecco, dei pellicani, o similari gracchia vicino agli scogli dove sono ammassate le reti da pesca, i pesci in vendita distesi sulle pietre o sul bordo delle barche (piu&#8217; gozzi che barche), i pescatori e i compratori, questo e&#8217; il mercato del pesce. Ci avviciniamo ancora. Zeneb saluta un paio di persone, io mi presento, stringo mani e sorrido, sono l&#8217;unico fareng di tutto il mercato. Guardiamo un po&#8217; di pesci, chiediamo i prezzi. Facciamo per prendere cinque pesci gatto [toke], ma il vecchio che ce li sta vendendo se li fa cadere per terra quando li solleva dal fondo della barca e allora tiriamo avanti. Troviamo un altro amico di Zeneb, e&#8217; il nostro uomo, lo incarichiamo di comprare il pesce e gli lasciamo i soldi, i miei, noi andiamo a fare un giro nel resto del mercato. C&#8217;e&#8217; di tutto, i pescatori e i compratori ovviamente, ma anche gente che sta li seduta senza fare niente come se fosse li semplicemente per godersi il movimento. Un  tipo vende delle buste di plastica, sono tutte coloratissime, distese sopra un telo grande, messe in bella vista e piatte come se fossero state passate al ferro da stiro. Ieri mentre giravo per la strada centrale a un tipo che stava qualche metro avanti a me e&#8217; caduta una busta di plastica, quando ci sono arrivato sopra l&#8217;ho presa e mi son guardato attorno per vedere se c&#8217;era un cestino, poi mi son accorto che per lui era una abbastanza importante. Ho accelerato, l&#8217;ho raggiunto e gli ho ridato la sua busta. Sulla testa aveva una cesta in cui metteva tutte le buste che trovava per strada e che poi sarebbe andato a rivendere.<br />
Dei bambini vendono delle specie di frittelle, altri ronzano attorno ai pescatori, le donne controllano i pesci in vendita, delle altre lavano e puliscono quello che hanno comprato. Noi finiamo il giro e torniamo dal nostro compare che nel mentre ha comprato sei pesci tipo orate [orosso], li ha puliti, tagliati a fettine e messi su un piatto nella nostra attesa. Tutto molto bello. Ci facciamo dare il resto dei miei soldi , ma dalla banconota da 100 che gli avevo lasciato tornano indietro solo 76Birr, qualcosa non quadra. Lui dice che ci sono 4Birr di commissione per il suo lavoro e poi 20 per i 6 pesci. E meno male che era un amico. Va bhe&#8217;, vado dal venditore di buste, ne compro una e ci mettiamo dentro il nostro pesce. Zeneb infila una mano dentro la plastica, tira fuori una fettina di pesce e se la mangia. Mi chiede se ne voglio ma sono le 7.20 e forse non e&#8217; ancora il momento per del sashimi, gli dico che lo mangero&#8217; piu&#8217; tardi. Iniziamo ad allontanarci, facciamo il giro dei saluti al contrario e uno ci chiede se vogliamo fare colazione, penso che berremo un caffe&#8217; in un bar vicino a casa e gli dico che dobbiamo andare, anche Zeneb fa cenno che stiamo andando via.<br />
Questa volta ci risparmiamo la camminata e con la nostra busta saliamo direttamente su un carretto trainato da un asino che prende come direzione casa di Zeneb, non l&#8217;uffico, lui dice che andiamo da lui a fare colazione. Benissimo. Il carretto continua sulla strada sterrata, prendiamo un po&#8217;, di fossi, balliamo un po&#8217;, si sente l&#8217;odore del cavallo, quello del pesce nella busta e il sole che inzia a scaldare, colazione arrivo. Apriamo un cancello di lamiera ed entriamo nel cortile, tre bambini ci vengono incontro, io sono l&#8217;attrazione principale e vengo squadrato da cima a fondo, un fareng che viene ospite in casa a fare colazione non e&#8217; che lo si vede tutti i giorni. Una bambina e&#8217; la figlia di Zeneb, mentre gli altri due sono i bambini dei fratelli, attorno al cortile ci sono le case di tutta la famiglia, noi entriamo in quella di Zeneb e i bambini vengono con noi. Un stanza grande, un divano e una serie di poltrone tutte attaccate tra loro, una grande credenza, un tavolino, un pavimento coperto da pezzi linoleum attaccati l&#8217;uno sull&#8217;altro e soprattutto la televisione che passa un improbabile programma di aerobica. La telecamera riprende dieci omoni vestiti con pantaloncini e tute da ginnastica anni &#8217;80 che fanno su e giu&#8217; da uno step di legno dentro una palestra che sembra quella della mia scuola elementare, con le pareti marroni, delle spalliere vecchissime e il pavimento in cemento con sopra le linee del campo da basket. In piu&#8217; gli step non hanno nessun gommino per farli aderire al pavimento e ogni volta che i dieci giganti ci salgono sopra fanno cosi&#8217; tanto casino che non riesco a sentire gli ordini del loro capo che spiega come fare gli esercizi. Entra in casa il figlio piccolo di Zeneb, che avra&#8217; quattro anni, e dopo avermi squadrato per cinque minuti mi porta un libro di scuola con testi in inglese, disegni e fotografie. Noto una certa corrispondenza tra i vestiti dei protagonisti del libro e quelli della lezione di aerobica, allora vado all&#8217;ultima pagina, visto che la prima e&#8217; stata staccata, inc erca della data di pubblicazione di qualche cosa di simile. Eccola: 1980. Forse ho capito. I bambini mi stanno a fissare cosi&#8217; tanto non perche&#8217; sono fareng, ma perche&#8217; secondo i loro canoni di riferimento i miei vestiti sono decisamente fuorimoda. O forse no.<br />
Nel mentre Zeneb si e&#8217; rintanato nel cucinino per preparare la colazione, ma c&#8217;e&#8217; un piccolo problema, non sento nessun odore di caffe&#8217;, si sente solo un forte odore di aglio espandersi in tutto il soggiorno.<br />
Ed ecco che dopo due minuti la figlia di Zeneb salta fuori con un grande vassoio ricoperto di enjera (il pane etiope), del berberre&#8217; e delle patate lesse&#8230;</p>
<p>Zeneb, what about the breakfast?<br />
Coming, coming.</p>
<p>Altri due minuti e Zeneb esce dal cucinino con un pentola fumante. Sollevo il coperchio e vengo avvolto da una nuvola di vapore. Zeneb prende la pentola e rovescia il contenuto sopra il vassoio con il pane. Riapro gli occhi e al posto del caffe&#8217; mi ritrovo davanti della zuppa di pesce.</p>
<p>Breakfast ready! dice Zeneb</p>
<p>Quindi la nostra colazione e&#8217; quella. Quindi niente caffe&#8217;, niente the, niente pane, niente uova. Quindi il pesce che abbiamo comprato non era per il pranzo, o almeno non per il pranzo all&#8217;orario che pensavo io. Vuoi vedere che se avessimo detto al tipo davanti al lago che volevamo fare colazione avrebbe tirato fuori la salsa di soia e il wasabi per farci farci mangiare direttamente il pesce crudo?</p>
<p>Zeneb, great!</p>
<p>Davanti a me ho un piatto gigante con: enjera, patate lesse, berberre&#8217;, zuppa di pesce e una bottiglietta di cocacola.<br />
Sono le 8 del mattino.<br />
Posso inziare a fare colazione.</p>
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		<title>ET_partenza</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 11:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marc0l</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho iniziato a bere cocacola. Per un po&#8217; di tempo meglio boicottare le corse disperate in bagno invece che le multinazionali. Ho iniziato a prendere medicine. A volte evitare di bere acqua del rubinetto non basta, in quei casi dei chupiti di enterogermina sono inevitabili. Ho iniziato a fare colazione con pane e uova. Sapevo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=66&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho iniziato a bere cocacola.<br />
Per un po&#8217; di tempo meglio boicottare le corse disperate in bagno invece che le multinazionali.</p>
<p>Ho iniziato a prendere medicine.<br />
A volte evitare di bere acqua del rubinetto non basta, in quei casi dei chupiti di enterogermina sono inevitabili.</p>
<p>Ho iniziato a fare colazione con pane e uova.<br />
Sapevo che avrei avuto problemi a trovare campagnole, galletti e tarallucci.</p>
<p>Ho iniziato a bere caffe&#8217;.<br />
Ma direi che non sono ancora abituato e forse dovrei prenderci assieme qualche cosa per la tachicardia.</p>
<p>Ho iniziato a masticare ciat.<br />
Dopo il caffe&#8217; il passo successivo non poteva che essere questa erba etiope.</p>
<p>Ho iniziato a non lavarmi i denti.<br />
Ma dopo ventiquattro ore ho riiniziato.</p>
<p>Al secondo giorno in Africa ho gia&#8217; cambiato meta&#8217; delle mie abitudini.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/city1imits.wordpress.com/66/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/city1imits.wordpress.com/66/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/city1imits.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/city1imits.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/city1imits.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/city1imits.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/city1imits.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/city1imits.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/city1imits.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/city1imits.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/city1imits.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/city1imits.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/city1imits.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/city1imits.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/city1imits.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/city1imits.wordpress.com/66/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=city1imits.wordpress.com&amp;blog=994263&amp;post=66&amp;subd=city1imits&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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